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Investimenti scelti con intelligenza (artificiale)
Di Franco Saronno |
Pubblicato il 4 Novembre 2025
Più della metà dei risparmiatori nel mondo si affida già all’AI per l’analisi dei dati, la consulenza o la gestione del proprio portafoglio

Oltre la metà degli investitori nel mondo (52%) usa l’Intelligenza artificiale come supporto per l’analisi, la consulenza o la gestione di portafoglio. In Italia questa percentuale scende al 37%, con le donne più propense degli uomini a integrarla nei processi decisionali, ma ciò indica che, comunque, oltre un terzo degli investitori, nel nostro Paese, si affida all’Ia, oppure la consulta, per scegliere dove allocare il patrimonio.
Questo è il dato più rilevante emerso dal BG Saxo Investor Forecast, indagine condotta su 1.834 investitori attivi in tutto il mondo sulle piattaforme di Bg Saxo e Saxo Bank che ha l’obiettivo di analizzare aspettative, strategie e comportamenti di investimento in un contesto di incertezza geopolitica e rapida evoluzione tecnologica.
Dallo studio si delinea un contesto in cui diversificazione e tecnologia diventano leve strategiche per affrontare i mercati. Quasi un quarto degli investitori (23%) prevede di ampliare l’esposizione a nuovi settori o aree geografiche nei prossimi mesi e per il 37% degli intervistati l’Europa avrà le peggiori performance.
Il Forecast registra a livello mondiale una netta spaccatura generazionale tra gli investitori in termini di aspettative sulle potenzialità dei mercati. Il sentiment degli under 45, infatti, si attesta a +0,38 per i mercati globali, +0,26 per gli Stati Uniti e +0,04 per i mercati domestici. Di contro, si registra un atteggiamento più prudente delle fasce mature: tra i 46–60 anni il sentiment è +0,18 (globali), +0,11 (Usa) e –0,02 (mercati domestici), e oltre i 61 anni +0,23, +0,06, e +0,07.

La situazione in Italia

Guardando all’Italia, il profilo dell’investitore online si conferma più giovane e dinamico rispetto alla media mondiale: gli under 30 rappresentano il 16,8% del campione nazionale contro il 7,6% globale; la fascia 31–45 anni è la più numerosa (42,6%), seguita dal 30,2% dei 46–60enni e da solo il 10,3% di over 60.
Le aspettative in Italia sono simili a quelle globali, ma con alcune sfumature. Gli investitori più giovani (18–45 anni) registrano un sentiment di +0,35 sui mercati globali, +0,28 sugli Stati Uniti e +0,09 sul Ftse Mid, valori molto vicini a quelli del campione internazionale. La fascia intermedia (46–60 anni) risulta leggermente più fiduciosa sul mercato domestico, ma cauta sugli Stati Uniti e sui mercati globali. Gli over 60, invece, si distinguono per un atteggiamento più difensivo: sono gli unici a esprimere un sentiment negativo verso gli Stati Uniti (–0,13) e mostrano fiducia contenuta verso il quadro globale (+0,17).
«Il quadro che emerge dalla ricerca conferma come il mondo degli investimenti stia vivendo una trasformazione profonda, guidata da nuove generazioni di risparmiatori più informati, digitali e sensibili all’innovazione. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta una leva destinata a incidere sempre di più sulle decisioni d’investimento, utilizzata per ricevere supporto previsionale e decisionale», dichiara Gian Paolo Bazzani, ceo di BG Saxo.