Innocui scontrini bancomat abbandonati vicino agli sportelli Atm possono diventare per i truffatori strumenti per accedere ai dati bancari di chi li ha buttati. L’allarme arriva dalle forze dell’ordine e sembra che sia un fenomeno in crescita che lega la sottrazione dello scontrino bancomat all’ingegneria sociale e alle tecniche digitali per sottrarre denaro.
Ma come funziona la truffa? I criminali si avvicinano agli sportelli automatici e cercano nel cestino o per terra gli scontrini buttati o dimenticati Quel foglio contiene più informazioni di quanto si pensi: numero parziale della carta, saldo residuo, codice identificativo del terminale e, in alcuni casi, dettagli aggiuntivi legati all’operazione effettuata. Poi, i truffatori abbinano i dati dello scontrino ad altre informazioni già in loro possesso, cercando di ricostruire l’identità del titolare e ottenere accesso al conto. Oppure si fingono operatori della banca, contattano la vittima e chiedono conferma di alcune informazioni “per sicurezza”. Questi dati vengono utilizzati per lanciare campagne di phishing personalizzate: conoscendo il nome della banca e la cifra esatta presente sul conto, i truffatori inviano e-mail o sms contraffatti, spacciandosi per l’istituto di credito e chiedendo l’accesso al conto per “bloccare un tentativo di accesso non autorizzato”.
In altri casi, i dati vengono rivenduti nel dark web o sfruttati per clonare carte di pagamento, effettuare acquisti fraudolenti o iscriversi a servizi online a nome della vittima. I truffatori possono anche creare profili digitali falsi che, partendo proprio dai dati ottenuti attraverso lo scontrino, consentono l’accesso a servizi di credito, finanziamenti o piattaforme di trading.
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Scontrino bancomat: ecco come funziona la nuova truffa
Di Redazione |
Pubblicato il 28 Ottobre 2025
