«La questione di quali valute domineranno il futuro assume grande rilevanza e la supremazia del dollaro non dovrebbe più essere data per scontata». Questo è il parere di Claudio Wewel, Fx strategist di J. Safra Sarasin, secondo il quale si sta aprendo un’opportunità storica per l’euro. «Per decenni» spiega l’analista «il dollaro ha mantenuto una posizione praticamente incontrastata come principale valuta di riserva mondiale, uno status che ha garantito agli Stati Uniti una serie di vantaggi considerevoli, dai costi di finanziamento più bassi a un’influenza sproporzionata sui mercati globali. Con il cambiamento dell’ordine economico mondiale e l’emergere di nuovi centri di potere, riteniamo che l’euro stia emergendo come alternativa credibile».
Secondo Wewel sono tre i fattori che dovrebbero rafforzare il ruolo della seconda valuta di riserva più importante nei mercati globali. Eccoli.
Eurobond
Il mercato dei titoli del Tesoro Usa è uno dei fattori chiave che sostengono il ruolo dominante del dollaro come valuta di riserva perché è molto liquido. Presi singolarmente, i titoli di Stato dei Paesi europei non lo sono altrettanto. Il mercato dei Bund tedeschi, ad esempio, ha un valore inferiore al 10% rispetto a quello dei titoli del Tesoro statunitense. «Sarebbero invece» spiega Wewel «preferibili asset sicuri effettivamente europei, il che depone a favore dell’emissione congiunta di Eurobond. Lo scambio di titoli di Stato nazionali con Eurobond fino a una soglia del 25% del Pil, ad esempio, creerebbe un mercato da 5.000 miliardi di euro, una dimensione che offrirebbe liquidità sufficiente agli investitori, pur essendo percepita come sicura».
Euro digitale
Accelerare lo sviluppo dell’euro digitale, avviato nel 2021, rappresenta un altro modo per aumentare la domanda di euro. Come sta avvenendo negli Usa l’euro digitale migliorerà l’efficienza dei pagamenti consentendo regolamenti in tempo reale o quasi istantanei, che migliorano in particolare i pagamenti transfrontalieri. «L’euro digitale sostenuto dalla Bce» continua Wewel «sarebbe privo di rischio di insolvenza, rappresentando un vantaggio competitivo rispetto alle stablecoin private sostenute dal dollaro. Infine, l’euro digitale rafforzerebbe l’autonomia monetaria e strategica e ridurrebbe la dipendenza dai sistemi di pagamento non europei, come le società di carte di credito statunitensi o i portafogli delle Big Tech».
Commercio globale
Le guerre commerciali del presidente Trump, secondo Wewel, rappresentano un’occasione unica per l’area dell’euro di rafforzare il proprio ruolo e la propria quota nel commercio mondiale. L’adozione dell’euro potrebbe diventare popolare per il commercio in settori in cui l’area dell’euro detiene un vantaggio competitivo, come quello dei macchinari, dei prodotti farmaceutici o delle tecnologie verdi.
«Riteniamo» conclude Wewel «che un uso più ampio dell’euro come valuta di riserva globale o per i pagamenti internazionali dovrebbe portare a un ulteriore apprezzamento dell’euro. In un contesto di più lungo periodo, la forte performance dell’euro dall’inizio dell’anno non è affatto eccessiva e riteniamo che vi sia un maggiore spazio per un apprezzamento dell’euro nel lungo termine che potrebbe avvicinare il cambio Euro-Dollaro a quota 1,30»
