È la sfida che divide gli investitori tradizionali e i nuovi visionari. Oggi si trovano davanti a un bivio: se si possono mettere sul piatto circa 100mila euro, è più sensato acquistare un chilo di oro fisico e metterlo in cassaforte o un singolo Bitcoin da conservare in un wallet digitale? Proprio in questo periodo i due valori si sono affiancati e la settimana scorsa, per un momento, un lingotto da un chilo e un Bitcoin valevano l’identica cifra: 99.643 euro. Ma anche se i numeri sono ancora vicinissimi, la scelta rivela una filosofia agli antipodi. L’oro è da secoli bene rifugio per eccellenza. La sua quotazione si è rafforzata nelle scorse settimane toccando massimi storici, spinta dall’incertezza geopolitica e dalla domanda di istituzioni e banche centrali. Nell’ultimo anno il prezzo dell’oro è salito di circa il 42% in dollari e del 30% in euro, ma sua la volatilità è sempre stata contenuta: la più significativa diminuzione mensile dell’oro dal 2016 è stata del 5%, e raramente la perdita ha superato il 2%. Una tenuta che rispecchia la sua funzione protettiva nei portafogli anche durante shock sistemici, grazie a un mercato fisico regolato e alla diffusione pressoché universale.
Il Bitcoin, invece, è la creatura del XXI secolo che negli ultimi dieci anni ha registrato un rialzo mostruoso, superiore al +13.000%. Ma è considerato un asset ad alto rischio: in circa l’8% dei casi, il suo prezzo ha subito una perdita superiore al 20% rispetto al mese precedente, mentre nel 17% dei casi ha registrato una diminuzione di almeno il 10%. In un singolo mese (a febbraio 2020), il Bitcoin ha addirittura subito una svalutazione del 32%.
Il prezzo del Bitcoin è soggetto a forti fluttuazioni anche a causa delle cosiddette “balene” che riescono a muovere masse enormi di criptovalute. Avere in portafoglio un solo Bitcoin significa essere classificato come un “gamberetto” e indovinate cosa mangiano le balene. Per questo, comprare una moneta digitale richiede un’analisi accurata del miglior momento. E, a meno che non si scelga un ETF, richiede una non superficiale conoscenza tecnica per acquistare, vendere e, soprattutto, conservare la moneta digitale, visto che sono innumerevoli i casi di Bitcoin andati persi per sempre e per le più svariate ragioni. Invece, comprare oro fisico è una scelta quasi sempre legata a investimenti a lungo termine. L’acquisto, la vendita e la conservazione seguono le stesse semplici regole di sempre.
Sul fronte liquidità, i volumi di scambio dell’oro restano costanti, le banche centrali continuano a incrementare le proprie riserve e i detentori possono monetizzare il metallo praticamente ovunque. Bitcoin, però, vanta una trasferibilità immediata a livello globale con costi spesso irrisori, anche se resta vincolato a piattaforme digitali e alle oscillazioni dei mercati crypto.
In sintesi, la “battaglia del secolo” rappresenta lo scontro tra un passato che continua a essere fonte di certezze e un futuro, ancora tutto da disegnare, che promette meraviglie. Oggi, complice la storica convergenza dei prezzi, la scelta tra le due asset class racconta più chi sei che quanto vuoi guadagnare: un investitore che predilige protezione e stabilità punterà sull’oro, chi cerca rischio e crescita esponenziale si schiererà con Bitcoin.
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La sfida del secolo tra i Bitcoin e i lingotti d’oro
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