I family office non hanno paura delle tensioni geopolitiche e hanno voglia di rischiare di più. È quanto emerge dalla terza edizione del report di Goldman Sachs Group. L’asset allocation dei patrimoni gestiti pare simile a quella del 2023, ma con spostamenti interessanti. La quota destinata all’azionario quotato è salita dal 28% al 31%, tornando ai livelli del 2021. Gli investimenti in asset alternativi si sono leggermente ridotti, passando dal 44% al 42%, soprattutto a causa della contrazione del private equity, sceso dal 26% al 21%. In compenso, è cresciuto l’interesse per il real estate e le infrastrutture private, che rappresentano ora l’11% del portafoglio medio, e per il private credit, salito al 4% dal 3%. La liquidità è rimasta stabile al 12%, ma oltre un terzo dei family office sta valutando di ridurla per impiegarla in asset più rischiosi e con maggior potenziale di rendimento. Il settore tecnologico resta il preferito e cresce l’interesse per le criptovalute. «Le loro allocation agli hedge fund e ai mercati privati riflettono un impegno di lungo periodo volto sia a preservare il capitale sia a posizionarlo per la crescita», ha osservato Tony Pasquariello, Global head of hedge fund coverage di Goldman Sachs.
Nei prossimi 12 mesi tra i family office l’intenzione prevalente è quella di aumentare l’esposizione al private equity e alle azioni quotate, ridurre progressivamente la liquidità e reinvestirla in asset rischiosi, e incrementare il private credit per sfruttare i rendimenti offerti dal mercati.
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I family office vogliono rischiare di più per ottenere rendimenti maggiori
Di Redazione |
Pubblicato il 22 Settembre 2025
