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Il valore degli immobili ristrutturati con il Superbonus cresciuto fino al 40%
Di Redazione |
Pubblicato il 15 Settembre 2025
Il mezzo milione di edifici che hanno goduto dell’incentivo fiscale hanno guadagnato in media 3,3 classi energetiche con una spesa per i proprietari di meno di 2.500 euro a testa

Il Superbonus ha fatto salire il valore degli immobili, e non di poco. Lo certifica uno studio su un campione di oltre 4.000 unità immobiliari riqualificate firmato da Patrigest/Gruppo Gabetti, in collaborazione con Gabetti Lab, che mette nero su bianco un aumento medio del prezzo al metro quadro del 10% con punte del 40%, e una riduzione di circa il 50% del fabbisogno energetico e delle emissioni di CO2.
Secondo i dati ENEA, tra maggio 2020 e aprile 2025 il Superbonus ha interessato circa 500.000 edifici residenziali, pari al 4,1% del totale nazionale. Il valore complessivo dei lavori ammessi a detrazione ha superato i 116 miliardi di euro, con una quota completata del 96%. I condomini sono stati i maggiori beneficiari (66,9% degli investimenti), seguiti da edifici unifamiliari e unità indipendenti.
Dal punto di vista della spesa privata, l’analisi evidenzia una forte eterogeneità territoriale. Le famiglie del Centro Italia hanno sostenuto in media il 30% dell’investimento con risorse proprie, contro l’11% del Nord-Ovest, il 10% del Sud e Isole, e il 9% del Nord-Est. In valore assoluto è però il Nord a trainare, con 3,25 milioni di euro di spesa privata nel Nord-Est e 2,15 milioni nel Nord-Ovest.
A livello nazionale, la spesa media sostenuta direttamente dalle famiglie è stata contenuta: 2.480 euro per unità abitativa.
Il campione analizzato mostra un’ampia diffusione degli interventi su tutto il territorio nazionale, con una prevalenza nei centri di provincia (63%). L’investimento medio per condominio è stato di oltre 756mila euro, pari a circa 60.200 euro per singola unità.
Il Superbonus ha generato un vero e proprio salto di qualità nel patrimonio edilizio italiano: in media 3,3 classi energetiche guadagnate e uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda il legame tra efficienza energetica e valore di mercato. Gli immobili in classe G risultano avere un prezzo al metro quadro inferiore del 29% rispetto a quelli in classi più performanti. Il passaggio da una classe G a una classe A può portare a un aumento del valore fino al 40%.
Gli immobili che hanno beneficiato di riqualificazioni più complete hanno registrato salti medi di 3,8 classi energetiche, rispetto ai 2,7 ottenuti da chi ha agito solo sulle parti comuni.
Questa dinamica ha generato un forte effetto leva: secondo Gabetti, infatti, ogni euro investito privatamente (cioè non coperto da incentivo) ha generato fino a 10 euro di valore immobiliare aggiunto.