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Patrimoni: il trust come mezzo per tutelare il futuro dei figli
Di Rosaria Barrile |
Pubblicato il 21 Luglio 2025
Rientra tra gli strumenti previsti dalla norma numero 112/2016, meglio conosciuta come “Legge sul Dopo di Noi” ed è particolarmente utile in caso di eredi disabili

Il patrimonio rappresenta uno strumento di tutela concreta per la famiglia anche quando il titolare viene a mancare: è infatti sempre possibile, attraverso la pianificazione finanziaria, stabilire cosa accadrà ai propri beni. Oltre a poter disporre del patrimonio tramite testamento, e quindi tramite le regole della successione, è possibile anche scegliere se costituire un trust. Si tratta di un istituto di origine anglosassone, riconosciuto anche in Italia, grazie alla Convenzione dell’Aja del 1985. È uno strumento legale attraverso cui una persona (detta “disponente”) affida beni, denaro, immobili o investimenti a un gestore (“il trustee”), affinché li amministri per uno scopo preciso, nell’interesse di uno o più beneficiari.
Nel caso delle famiglie con persone con disabilità, il trust può diventare un modo per garantire al proprio figlio un futuro protetto, anche dopo la scomparsa dei genitori, come ci spiega Marina Maghelli del cda di Efpa Italia, una delle affiliate di Efpa Europe. «Il desiderio di garantire protezione, continuità e dignità al futuro di un figlio fragile non è soltanto un atto di amore e responsabilità, ma rappresenta anche una reale necessità, da affrontare con soluzioni adeguate. Il trust è uno degli strumenti previsti dalla Legge 112/2016, meglio conosciuta come “Legge sul Dopo di Noi” che nasce per dare una risposta concreta alla domanda “cosa accadrà quando non ci saremo più?”. Questa legge, infatti, promuove misure per l’assistenza, la cura e la protezione delle persone con disabilità gravi, prive del sostegno familiare, per continuare a garantire loro la stessa qualità di vita e allo stesso tempo una protezione patrimoniale. Nell’ambito della legge, il trust può usufruire di agevolazioni fiscali, ossia dell’esenzione da imposta di successione e donazione, ed essere supportato da contributi regionali o locali, se previsto nel progetto individuale della persona con disabilità. All’interno di un trust è possibile inserire immobili, risparmi o rendite vitalizie, quote societarie, beni mobili di valore e persino donazioni da terzi».

 

Marina Maghelli, componente del Cda di Efpa Italia

 

Nonostante sia ancora poco conosciuto e quindi utilizzato, «il trust si rivela in particolare utile per lasciare indicazioni chiare e vincolanti su aspetti delicati come l’assistenza quotidiana, la scelta della residenza, le attività educative e i progetti di vita del beneficiario, ma anche sulla gestione dei beni», sottolinea Maghelli. «Poiché la creazione di un trust è una decisione complessa e profondamente legata alla pianificazione patrimoniale, è importante affidarsi al proprio consulente finanziario che può facilitare una collaborazione sinergica tra professionisti, coinvolgendo notai e avvocati che si occuperanno degli aspetti giuridici dell’atto. Il trust rappresenta infatti una forma di protezione giuridica, personalizzabile e rispettosa delle volontà familiari».