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Il Fondo monetario internazionale fotografa un’Italia che avanza lenta
Di Agrippino Castania |
Pubblicato il 30 Giugno 2025
Le prospettive di crescita a breve termine del Paese sono incerte perché pesano le tensioni commerciali, la bassa produttività e la curva demografica

A maggio di quest’anno importante missione del Fondo Monetario Internazionale nel nostro Paese, per la Consultazione ex articolo IV del 2024 con l’Italia. Il Fmi ha sviluppato un rapporto dettagliato a fine missione, sottolineando che le prospettive di crescita rimangono molto incerte a causa delle tensioni commerciali internazionali. Le prospettive economiche a lungo termine sono condizionate dalla bassa produttività e dal negativo andamento demografico. Ad esempio riguardo la politica fiscale il Fondo Monetario nel suo rapporto ha scritto: «Un risultato fiscale migliore del previsto nel 2024 ha permesso di tornare a un avanzo primario. Proseguire questa solida performance sarà essenziale per riportare il debito pubblico su una traiettoria discendente. Politica del settore finanziario: il settore bancario rimane ben capitalizzato e liquido. Continuare a monitorare la qualità degli attivi e i legami macro-finanziari tra gli enti sovrani e le istituzioni finanziarie rimane fondamentale per salvaguardare la stabilità finanziaria. Politiche strutturali: le sfide a medio termine che gravano sulla crescita sono diventate oggi questioni urgenti. Un’attuazione rapida ed efficace del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà fondamentale per sostenere una crescita più elevata e duratura e dovrebbe essere integrata da un programma di riforme successivo per amplificarne i risultati».
A proposito di debito pubblico italiano, è in aumento nella rilevazione relativa al mese di marzo 2025, che si conferma sopra quota 3mila miliardi di euro. Per Bankitalia alla fine del periodo in esame il debito pubblico era salito a 3.033,9 miliardi di euro rispetto ai 3.024,3 miliardi di inizio mese.

 

Agrippino Castania, vice presidente Confassociazioni Banca e Finanza con delega alla Comunicazione

 

Ho trovato interessante l’analisi del Fondo sull’economia italiana. «L’economia ha continuato» scrive il Fmi «a espandersi a un ritmo moderato . Per il secondo anno consecutivo, l’attività economica è cresciuta dello 0,7% nel 2024, sostenuta in parte dagli investimenti infrastrutturali nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e da un contributo positivo delle esportazioni nette. Il conto corrente si è rafforzato, raggiungendo un avanzo superiore all’1% del Pil. Nonostante l’accresciuta incertezza delle politiche commerciali globali, l’attività economica ha retto bene nel primo trimestre del 2025, con il Pil reale in crescita dello 0,3% su base trimestrale e l’occupazione che ha raggiunto un livello record. Il credito alle famiglie è tornato positivo e la contrazione del credito alle imprese si è attenuata. L’inflazione complessiva si è gradualmente rafforzata, raggiungendo il 2% ad aprile. Ciononostante, il tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro rimane ben al di sotto della media Ue, la crescita della produttività è debole e persistono le disparità regionali, con tassi di inattività lavorativa significativamente più elevati al Sud che al Nord. L’accresciuta incertezza ha smorzato le prospettive economiche a breve termine, mentre si prevede che la debole crescita della produttività e il rapido invecchiamento della popolazione continueranno a gravare sulle prospettive di crescita. Si prevede che l’attuazione tempestiva ed efficace dei progetti Pnrr sosterrà l’attività economica a breve termine, mentre le tensioni commerciali probabilmente rappresenteranno un notevole freno».
A guidare la missione del Fondo Monetario Internationale Lone Christiansen, Thomas Elkjaer, Gee Hee Hong, Yueling Huang, Alain Kabundi e Sylwia Nowak.