La resilienza si riferisce alla capacità di recuperare rapidamente da eventi avversi e, nel contesto degli investimenti, implica una progettazione consapevole di portafogli solidi per affrontare le incertezze di mercato e generare valore nel lungo termine. Secondo Ross Cartwright di MFS IM, per affrontare le complessità attuali, è cruciale integrarla nelle strategie di allocazione delle risorse: «La teoria della distruzione creatrice – l’acquisizione o la sostituzione delle imprese più deboli da parte di nuove imprese o tecnologie –» spiega «è considerata un pilastro fondamentale del capitalismo efficiente. Storicamente, questo fenomeno è stato fondamentale per assicurare una crescita economica robusta. Tuttavia, il panorama è cambiato radicalmente in seguito alla crisi finanziaria globale. Invece di permettere al mercato di autocorreggersi, le banche centrali e i governi sono intervenuti massicciamente sui mercati. Misure come l’acquisto di debito societario, i tassi d’interesse a zero (se non negativi) e il quantitative easing hanno contribuito a sostenere aziende che altrimenti avrebbero potuto vacillare o fallire. Di conseguenza, negli ultimi 15 anni i mercati azionari hanno registrato rendimenti ragguardevoli che hanno portato a sottovalutare il ruolo cruciale della resilienza. Di fatto, molti degli attuali operatori di mercato non hanno mai affrontato una vera fase di rallentamento e dunque non hanno imparato a riconoscere le inefficienze nell’allocazione del capitale. Riteniamo che questa illusione di stabilità del mercato abbia indotto gli investitori a trascurare l’importanza della resilienza e che molti di loro diano per scontato che i decisori politici continueranno a giungere in loro soccorso, una convinzione che incoraggia l’incessante ricerca di livelli di rischio aggressivi».
La resilienza diventa indispensabile quando, inevitabilmente, i rischi reali e gli errori di allocazione passati inosservati durante lunghe fasi di espansione dei mercati divengono evidenti. Spesso, secondo l’esperto, non è una crisi a distruggere il capitale, ma i cattivi investimenti che l’hanno preceduta.
Cartwright suggerisce i sette principi chiave per costruire un portafoglio resiliente:
1 • Andare oltre i modelli finanziari: utilizzare i dati e i modelli come supporto nelle decisioni d’investimento, ma non lasciarsi guidare esclusivamente da essi. È fondamentale comprendere la realtà economica delle aziende e le loro dinamiche operative.
2 • Comprendere la resilienza attraverso la ridondanza: integrare elementi di ridondanza nelle operazioni aziendali per affrontare eventi imprevisti. Questo approccio aiuta a garantire che l’azienda possa resistere a crisi e perturbazioni.
3 • Comprendere il ruolo dell’innovazione: investire in ricerca e sviluppo è cruciale per mantenere la competitività. Le aziende innovative sono più in grado di adattarsi e rispondere ai cambiamenti del mercato.
4 • Adottare una mentalità di lungo termine: focalizzarsi su investimenti in aziende con fondamentali solidi e una visione strategica a lungo termine, piuttosto che cercare guadagni immediati.
5 • Sfruttare il compounding: concentrarsi sulla crescita degli utili a lungo termine, investendo in aziende che possono incrementare i loro profitti nel tempo, piuttosto che sulle previsioni a breve termine.
6 • Considerare la valutazione come un pilastro della resilienza: prestare attenzione alla valutazione degli asset, evitando investimenti eccessivamente costosi che possono compromettere la resilienza del portafoglio.
7 • Puntare alla conservazione e al recupero del capitale: mantenere una strategia che mira a preservare il capitale e mitigare le perdite, permettendo una ripresa più rapida da eventuali crisi.
