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Sette consigli per avere un portafoglio che resiste a tutto
Di Redazione |
Pubblicato il 16 Giugno 2025
La strategia della resilienza punta su investimenti solidi in grado di affrontare le avversità e di generare valore nel lungo termine

La resilienza si riferisce alla capacità di recuperare rapidamente da eventi avversi e, nel contesto degli investimenti, implica una progettazione consapevole di portafogli solidi per affrontare le incertezze di mercato e generare valore nel lungo termine. Secondo Ross Cartwright di MFS IM, per affrontare le complessità attuali, è cruciale integrarla nelle strategie di allocazione delle risorse: «La teoria della distruzione creatrice – l’acquisizione o la sostituzione delle imprese più deboli da parte di nuove imprese o tecnologie –» spiega «è considerata un pilastro fondamentale del capitalismo efficiente. Storicamente, questo fenomeno è stato fondamentale per assicurare una crescita economica robusta. Tuttavia, il panorama è cambiato radicalmente in seguito alla crisi finanziaria globale. Invece di permettere al mercato di autocorreggersi, le banche centrali e i governi sono intervenuti massicciamente sui mercati. Misure come l’acquisto di debito societario, i tassi d’interesse a zero (se non negativi) e il quantitative easing hanno contribuito a sostenere aziende che altrimenti avrebbero potuto vacillare o fallire. Di conseguenza, negli ultimi 15 anni i mercati azionari hanno registrato rendimenti ragguardevoli che hanno portato a sottovalutare il ruolo cruciale della resilienza. Di fatto, molti degli attuali operatori di mercato non hanno mai affrontato una vera fase di rallentamento e dunque non hanno imparato a riconoscere le inefficienze nell’allocazione del capitale. Riteniamo che questa illusione di stabilità del mercato abbia indotto gli investitori a trascurare l’importanza della resilienza e che molti di loro diano per scontato che i decisori politici continueranno a giungere in loro soccorso, una convinzione che incoraggia l’incessante ricerca di livelli di rischio aggressivi».
La resilienza diventa indispensabile quando, inevitabilmente, i rischi reali e gli errori di allocazione passati inosservati durante lunghe fasi di espansione dei mercati divengono evidenti. Spesso, secondo l’esperto, non è una crisi a distruggere il capitale, ma i cattivi investimenti che l’hanno preceduta.
Cartwright suggerisce i sette principi chiave per costruire un portafoglio resiliente:

1 • Andare oltre i modelli finanziari: utilizzare i dati e i modelli come supporto nelle decisioni d’investimento, ma non lasciarsi guidare esclusivamente da essi. È fondamentale comprendere la realtà economica delle aziende e le loro dinamiche operative.

2 • Comprendere la resilienza attraverso la ridondanza: integrare elementi di ridondanza nelle operazioni aziendali per affrontare eventi imprevisti. Questo approccio aiuta a garantire che l’azienda possa resistere a crisi e perturbazioni.

3 • Comprendere il ruolo dell’innovazione: investire in ricerca e sviluppo è cruciale per mantenere la competitività. Le aziende innovative sono più in grado di adattarsi e rispondere ai cambiamenti del mercato.

4 • Adottare una mentalità di lungo termine: focalizzarsi su investimenti in aziende con fondamentali solidi e una visione strategica a lungo termine, piuttosto che cercare guadagni immediati.

5 • Sfruttare il compounding: concentrarsi sulla crescita degli utili a lungo termine, investendo in aziende che possono incrementare i loro profitti nel tempo, piuttosto che sulle previsioni a breve termine.

6 • Considerare la valutazione come un pilastro della resilienza: prestare attenzione alla valutazione degli asset, evitando investimenti eccessivamente costosi che possono compromettere la resilienza del portafoglio.

7 • Puntare alla conservazione e al recupero del capitale: mantenere una strategia che mira a preservare il capitale e mitigare le perdite, permettendo una ripresa più rapida da eventuali crisi.