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La Banca Centrale Europea, al bivio tra inflazione e crescita, resterà un po’ alla finestra
Di Antonio Potenza |
Pubblicato il 16 Giugno 2025
Andrea Conti, responsabile Analisi Macro Mercati di Eurizon, in una puntata di “In 2 Minuti Plus,” format di FR|Vision legato all’attualità del risparmio gestito, prevede che la Bce prenderà una pausa a luglio, ma sarà pronta a intervenire per sostenere lo sviluppo del Vecchio Continente

La Banca Centrale Europea ha tagliato dello 0,25% i tassi di interesse dell’Eurozona e il rate sui depositi è in ribasso al 2%. Si tratta dell’ottava sforbiciata da ottobre, ma anche una delle ultime così prevedibili. Il clima in casa Bce sembra iniziare a essere complesso: riflesso dello scenario macroeconomico sempre più incerto. Già in questa sessione, il board ha registrato un voto contrario. Diversi osservatori sono concordi nel prevedere contrapposizioni all’interno dell’istituto sempre più nette. Ciò che è possibile prevedere è una pausa dei tagli a luglio, cioè nella prossima riunione dell’Eurotower.
Mentre sul fronte politico iniziano le speculazioni con due anni di anticipo sulla fine del mandato di Lagarde e sui suoi possibili successori, la numero uno dell’istituto ha assicurato di voler portare a termine il suo lavoro a Francoforte. Ha avvisato che le stime sulla crescita in Europa sono chiaramente in ribasso a causa dei dazi di Donald Trump. Il carovita è visto attestarsi in media al 2% nel 2025, all’1,6% nel 2026 e al 2% nel 2027, a causa del calo dell’energia, del rafforzamento dell’euro e della debolezza della crescita economica. «La manifattura si è in parte ripresa», grazie alle tensioni commerciali che hanno spinto ad anticipare le vendite, «ma i servizi più orientati al mercato domestico stanno rallentando, e i dazi e l’euro più forte rende più difficile per le aziende esportare», ha spiegato Lagarde.
Lo scenario centrale è chiaro, per Andrea Conti, responsabile Analisi Macro Mercati di Eurizon, intervenuto in una nuova puntata di “In 2 Minuti Plus”, il format di FR|Vision legato all’attualità del mondo finanziario e del risparmio gestito: «La Bce si prenderà una pausa, perché il grosso del taglio è stato fatto». Ma l’esperto non esclude che l’istituto possa «limare ancora i tassi verso il basso nel corso dell’autunno portandoli formalmente sotto il 2%, in territorio di leggera espansione». «La Bce è stata agile e pragmatica» dice Conti, «è stata una banca centrale che ha capito che la fiammata inflazionistica si stava spegnendo e non ha aspettato di avere il livello del 2% raggiunto ma ha abbassato i tassi in maniera concreta. Di fatto la Bce ha dato sostegno alla crescita e non alla lotta all’inflazione nell’ultimo anno». Per Conti, l’Eurotower continuerà a dare importanza alla crescita tanto che, spiega l’esperto, se le contrattazioni dei dazi non dovessero andare a buon fine l’istituto sarebbe pronto a tagliare ancora.