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Fallimento Rock Capital: investitori coinvolti ammessi come parte civile
Di Redazione |
Pubblicato il 2 Giugno 2025

Il Tribunale di Milano ha ammesso la costituzione di parte civile per circa 200 investitori coinvolti nel fallimento di The Rock Trading, storica piattaforma italiana di scambio di cryptoasset, oggi in liquidazione giudiziale. Si tratta del primo caso nel nostro Paese in cui il danno subito da investitori in cripto viene riconosciuto come personale e risarcibile all’interno di un procedimento penale per bancarotta.
Il riconoscimento è arrivato nell’ambito del processo penale avviato contro gli ex amministratori della piattaforma. Il collegio giudicante ha accolto l’istanza avanzata dallo studio legale Orrick – rappresentato dagli avvocati Jean-Paule Castagno e Andrea Alfonso Stigliano – stabilendo che le persone offese non solo possono agire, ma hanno subito un danno diretto, distinto da quello della massa fallimentare.
Il cuore della vicenda è nell’accusa di aver diffuso comunicazioni fuorvianti od omesse, capaci di influenzare le decisioni d’investimento. Un tratto non nuovo nei grandi crac societari – basti pensare a Parmalat, Seat o Banca Etruria – ma finora mai applicato al mercato digitale dei cryptoasset. Il tribunale ha accolto la tesi della difesa: le perdite non derivano soltanto dal crac societario, ma anche dal mancato guadagno potenziale. Per quantificare questo impatto gli avvocati hanno ricostruito le posizioni economiche dei clienti, creando un indice ad hoc che rappresentasse l’andamento medio del mercato nello stesso periodo.