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Mutui ipotecari, il tasso variabile diventa più conveniente di quello fisso
Di Redazione |
Pubblicato il 27 Maggio 2025
Il vantaggio è ancora molto limitato, ma è destinato a crescere nei prossimi mesi anche perché storicamente i finanziamenti legati all’Euribor alla lunga si sono dimostrati più vantaggiosi rispetto a quelli indicizzati all’Eurirs

Cambiano i valori in campo sui mutui per comprare casa: il tasso d’interesse variabile supera in convenienza il tasso fisso. Il sorpasso era nell’aria, ora è arrivato: come emerge dall’analisi di Facile.it, sono disponibili sul mercato le prime offerte di mutuo a tasso variabile con indici inferiori rispetto a quelli fissi. Per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni i tassi variabili partono da un Taeg pari a 2,75%, mentre quelli fissi da 2,93%. In termini di rata, considerando un mutuo da 126.000 euro di durata pari a 25 anni e a copertura del 70% del valore dell’immobile, questo si traduce in 567 euro per il variabile e in 575 euro per il fisso.
Insomma, l’anomalia registrata negli ultimi anni, per cui i fissi erano più economici dei variabili, sta rientrando. Ora il vantaggio dei variabili è limitato e lo si vede solo su alcuni importi e durate, ma è solo questione di tempo prima che la curva dei tassi torni alla normalità e che sul mercato si vedano regolarmente offerte a tasso variabile meno costose di quelle fisse.
Ma quale tasso scegliere? Come sempre, non esiste una risposta giusta e la scelta tocca agli aspiranti mutuatari. Se i tassi della Bce sono in discesa, come pare, il tasso variabile permetterà di spendere meno. Se invece saliranno averli bloccati a livello attuale sarà più conveniente. Fino a qualche mese fa il tasso fisso era la soluzione migliore, poiché univa alla garanzia della stabilità del tasso anche un costo più basso rispetto al variabile, oggi quest’ultimo inizia a tornare in partita.
Come spiegano gli esperti di Facile.it «se è pur vero che il margine di vantaggio a favore del variabile è ancora minimo, bisogna fare attenzione perché, se da un lato espone il mutuatario a possibili variazioni future della rata, dall’altro la storia insegna che i mutui indicizzati con riferimento all’Euribor si sono alla lunga spesso dimostrati più vantaggiosi rispetto a quelli legati all’Eurirs».