«Il contesto resta complesso. Da un lato abbiamo un’inflazione in discesa e una crescita moderata, dall’altro persistono tensioni geopolitiche e commerciali – pensiamo alle frizioni tra Cina e USA e alla situazione mediorientale». Rocco Bove, head of Fixed Income di Kairos Partners SGR spiega in questo modo lo scenario obbligazionario attuale a E&R e aggiunge: «In questo quadro, le Banche Centrali stanno adottando un approccio prudente: la Bce prosegue nel suo percorso graduale di tagli, mentre la Fed si muove ancora con cautela rimanendo “data dependent”. Non ci troviamo di fronte a un classico ciclo espansivo, bensì a una normalizzazione di politica monetaria, in cui la gestione attiva è l’unico modo per intercettare le opportunità».
I Treasury sono tornati a offrire rendimenti interessanti, ma sono al centro di dinamiche complesse. Come li valutate oggi?
Dopo anni difficili, i Treasury tornano a offrire rendimenti reali positivi, soprattutto sulla parte lunga della curva. Tuttavia, restano esposti a due rischi principali: il primo è quello fiscale, con un deficit Usa ancora molto elevato e una crescita del debito che inizia a pesare sulla percezione del rischio sovrano; il secondo è la minore reattività dei Treasury nei momenti di stress. Oggi non bastano più tensioni o correzioni sui mercati azionari per innescare automaticamente un rally dei governativi americani. Per questo motivo, nel nostro processo li consideriamo parte della strategia di diversificazione, ma sfumando in qualche modo il loro tradizionale ruolo di bene rifugio. Vanno selezionati con cura, soprattutto in ottica di costruzione del portafoglio e gestione della duration.
L’Europa offre un’alternativa?
Sì, e lo sta dimostrando. I titoli governativi core come i Bund, ma anche i periferici come i BTP, stanno beneficiando di tassi reali positivi e di una crescente credibilità fiscale. In parallelo, il segmento corporate – soprattutto investment grade – offre ancora rendimenti interessanti. Inoltre, il settore finanziario europeo è oggi molto più solido rispetto al passato grazie a capitalizzazione elevata, basso rischio sistemico e rendimenti appetibili.
E i mercati emergenti?
Restano un’opzione da trattare con selettività. Alcuni Paesi come Brasile, India e Indonesia si stanno muovendo in modo più ordinato rispetto ad altri. Dopo una fase di uscita dai portafogli a inizio anno, stiamo tornando a guardare con interesse a certe aree, soprattutto quelle dove l’inflazione è sotto controllo e le valute sono stabili.

Rocco Bove, head of Fixed Income di Kairos Partners SGR
Qual è oggi l’approccio ottimale per l’investitore obbligazionario?
Serve una strategia attiva, flessibile e ben diversificata. Oggi gestire l’obbligazionario necessita la stessa attenzione che si riserva all’azionario: occorre valutare duration, qualità dell’emittente e rischi geopolitici. Solo un portafoglio costruito in modo sartoriale può reggere in un ambiente così dinamico.
Avete modificato l’asset allocation nei vostri portafogli?
Dopo un inizio d’anno molto forte, nel secondo trimestre abbiamo leggermente ridotto il rischio, in particolare nell’high yield e nei Paesi emergenti, per poi tornare ad aumentare selettivamente l’esposizione dopo la correzione di aprile. La duration è rimasta lunga: riteniamo, infatti, che i tassi siano destinati a scendere ancora gradualmente, offrendo buoni margini di apprezzamento.
