Dal 2011 alla fine del 2024 l’ammontare di questi prestiti è pressoché raddoppiato, passando da poco più di 10 miliardi a oltre 18 miliardi di euro e nell’ultimo anno la crescita è stata dell’1,1%. Sono i finanziamenti definiti “Cessione del quinto” e, spesso, sono l’ultima spiaggia per chi ha bisogno di soldi. Si tratta di un prestito garantito, erogato da una banca o da una società finanziaria, riservato solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Il finanziamento si estingue attraverso una trattenuta dall’importo netto in busta paga, o dalla pensione, di una rata mensile pari, al massimo, a un quinto dello stipendio o della pensione che viene incassata direttamente dall’ente finanziatore. Il calcolo della rata viene effettuato su dodici mesi e si basa solo sugli elementi continuativi della retribuzione, e non vengono considerate voci come straordinari, benefit, premi di produzione e una tantum.
Vantaggi
La prima caratteristica positiva della Cessione del quinto è che non bisogna ricordare le scadenze dei pagamenti, alla quale si aggiungono la possibilità di non motivare la richiesta del prestito e i tempi di concessione relativamente brevi (da due a quattro settimane). I prestiti possono essere rimborsati in un periodo che va dai due ai dieci anni e c’è sempre la possibilità di estinzione anticipata o di rinnovo al termine del periodo di rimborso stabilito
Svantaggi
II tasso applicato alla cessione del quinto è solitamente più alto rispetto ad altre forme di prestito ed è in genere fisso e non modificabile durante la durata del prestito. Inoltre, è poco flessibile, visto che il richiedente non ha la possibilità di cambiare l’importo della rata o di modificare la durata del prestito perché il piano di rientro con la cessione del quinto è calcolata alla firma del contratto. In più, per chi sceglie questa forma di finanziamento, ci possono essere difficoltà nell’ottenere un altro prestito a causa della riduzione del reddito disponibile.
Licenziamento
La legge italiana impone che ogni contratto di cessione del quinto includa una polizza che copra il rischio vita e, nel caso dei dipendenti, anche il rischio di perdita dell’impiego. Questa polizza è inclusa nel finanziamento e serve a garantire il pagamento del debito residuo in caso di decesso o perdita del lavoro del titolare del prestito. Se la cifra assicurata non basta a coprire il debito in caso di licenziamento il datore di lavoro o il Fondo pensione sono obbligati a trattenere il TFR e versarlo alla banca per sanare il debito rimasto insoluto.
Rifiuti
La cessione del quinto può essere rifiutata per questioni che riguardano lo stato di salute del contraente o per l’età del pensionato che non deve essere troppo avanzata (massimo 90 anni o, per alcuni istituti, già 85). Ma il prestito viene rifiutato anche per una valutazione negativa dell’azienda per cui lavora il richiedente: bilancio aziendale negativo, ripetuti ritardi nel versamento delle quote di cessioni attive, altre situazioni che risultano non solvibili, realtà aziendali troppo piccole oppure start up.
Contratto
Si può recedere dal contratto della cessione del quinto entro 14 giorni dalla data della firma inviando una comunicazione alla banca o all’istituto. Le modalità di comunicazione saranno già note al momento della stipula del contratto e per recedere non si deve dare alcuna motivazione. Se nel frattempo si è ricevuto il prestito, è necessario restituire la somma ricevuta entro 30 giorni dalla comunicazione del recesso, pagando gli interessi maturati fino alla restituzione. Anche la banca o istituto di credito possono recedere, ma in questo caso la comunicazione al cliente deve avvenire con due mesi di preavviso.
