Un decalogo per comprendere le cose essenziali, ridurre l’“avversione” per la finanza, essere meno intimiditi nel chiedere a un esperto. Lo ha tracciato la Banca d’Italia ed è una sorta di bussola per guidarci nelle decisioni che hanno a che fare con il denaro.
Un po’ di matematica
Nelle indagini internazionali che misurano le conoscenze finanziarie gli italiani non brillano. Ed è un problema perché l’economia è fatta di numeri che bisogna capire e analizzare.
I conti di entrate e spese
Sapere di quanto si dispone e quanto si spende è indispensabile per cercare di programmare le spese future. A parte dover considerare che ce ne possono essere di impreviste (e talvolta indesiderate), bisogna anche saper distinguere tra ciò che è necessario e ciò che non lo è.
Risparmia un po’ (se possibile)
Il primo passo per diventare dei risparmiatori è saper programmare. Senza pianificazione, senza saper riconoscere le spese e saperle ordinare per importanza, non si può mai davvero pensare al risparmio.
Le carte di pagamento
Bisogna conoscere appieno le caratteristiche delle carte di pagamento in modo da poterle utilizzare in modo corretto e in totale sicurezza.
Indebitarsi nella giusta misura
In alcuni importanti momenti della vita si può anche pensare di spendere denaro preso in prestito da un intermediario autorizzato. Ciò che però si deve evitare è di indebitarsi oltre la propria capacità di restituire il prestito alle scadenze prestabilite perché le conseguenze possono essere anche molto gravi.
Una banca non è per sempre
Se le condizioni negoziate con la banca non soddisfano più le proprie esigenze – anche se può sembrare faticoso – c’è sempre la possibilità di guardarsi intorno, proprio come si farebbe per qualsiasi altro prodotto, per esempio per la telefonia mobile: potrebbero esserci offerte di altre banche più convenienti. Si può passare da una banca all’altra gratuitamente e in pochi giorni.
Le persone esperte
Quando si ha bisogno di un taglio di capelli, difficilmente si prova a farselo da soli. Il rischio di farlo male è piuttosto concreto, e il piccolo risparmio che avremmo nell’evitare di andare dal parrucchiere avrebbe probabilmente effetti sul nostro look abbastanza catastrofici. Eppure sembrerebbe che chiedere una consulenza a un esperto finanziario per gestire e investire i propri risparmi sia qualcosa che, numericamente, fanno solo quelli che si tagliano i capelli da soli.
Confronta più offerte
Per confrontare davvero più offerte di uno stesso prodotto bisogna massimizzare la funzione di utilità, che è una formula con cui si calcola la soddisfazione delle scelte. Dobbiamo chiaramente individuare quei prodotti finanziari che hanno una serie di caratteristiche che ci interessano di più, al costo minore (o con il profitto maggiore).
Gli strumenti di tutela
Si può sempre presentare un reclamo alla banca, che ha 60 giorni di tempo per rispondere. Se non risponde o comunque non si è soddisfatti si può presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), una forma di tutela veloce, economica e semplice, tanto che non c’è bisogno di alcuna assistenza legale. Si può ricorrere all’ABF al massimo entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo alla banca. Trascorsi 12 mesi bisogna presentare un nuovo reclamo. È anche possibile accedere a Servizi online della Banca d’Italia che consente di segnalare un presunto comportamento irregolare o scorretto di una banca o altro intermediario o di conoscere alcune informazioni, come sapere se si è stati iscritti al registro della Centrale dei Rischi.
Le trappole comportamentali
Prendere decisioni è frutto di compromessi e battaglie nel nostro cervello, tra l’istinto e la parte razionale. Possiamo pensare al nostro cervello come a un elefante guidato da un piccolo omino. L’elefante rappresenta le cose che facciamo istintivamente e le nostre reazioni emotive. L’omino rappresenta la ragione, la logica che cerca di controllare e direzionare l’istinto. L’elefante, cioè i nostri istinti e pregiudizi, è forte e ben radicato a terra, per questo il lavoro dell’omino, cioè la parte razionale del nostro cervello, è tutt’altro che semplice.
