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NOTIZIE BREVI

Concordato fiscale preventivo: l’adesione si ferma al 13%
Di Redazione |
Pubblicato il 22 Aprile 2025

Solo 585mila contribuenti hanno aderito al concordato preventivo biennale promosso dal governo Meloni. L’iniziativa prevedeva di dichiarare un reddito lievemente più alto, versare un’imposta fissa e ottenere, in cambio, due anni di tregua dai controlli fiscali. Tuttavia, l’adesione è stata ben al di sotto delle aspettative: su circa 4,5 milioni di potenziali interessati – tra imprese, professionisti e autonomi – solo il 13% ha accettato l’offerta. È quanto emerge dal Documento di finanza pubblica (Dfp) trasmesso alle Camere.
Tra i partecipanti figurano anche contribuenti in regime forfettario, ossia coloro che pagano la cosiddetta flat tax. Ma anche in questo segmento la risposta è stata fredda: solo il 7% (124mila su 1,77 milioni) ha aderito. La percentuale sale leggermente, al 17%, tra i soggetti valutati attraverso gli indici Isa, che misurano l’affidabilità fiscale. Alla luce di questi risultati, il governo ha già deciso di escludere i forfettari dalle prossime edizioni del concordato, a partire dal 2025.
Anche sul fronte degli incassi, il bilancio è stato deludente. Sebbene non ufficializzato, l’obiettivo implicito era raccogliere almeno 2 miliardi da destinare al taglio del cuneo fiscale per il ceto medio. In realtà, le entrate si sono fermate a 1,6 miliardi. Nonostante ciò, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha espresso soddisfazione, sottolineando che circa 190mila titolari di partita Iva hanno migliorato il proprio profilo fiscale.