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L’India si candida a crescere più degli altri
Di Redazione |
Pubblicato il 15 Aprile 2025
Il mercato ha superato i 5.000 miliardi di capitalizzazione e l’indice Msci locale ha guadagnato lo scorso anno l’11,2% in dollari. Ecco le azioni su cui puntare

L’india è in un momento d’oro. Merito di una politica stabile, di un quadro geopolitico favorevole, di una forte classe imprenditoriale e di un solido contesto macro che, secondo molti analisti, fanno prevedere per il Paese una crescita in grado di superare quella degli altri Stati. Tra i sostenitori di questa tesi c’è anche Bhuvnesh Singh, gestore del fondo Comgest Growth India di Comgest, secondo cui Nuova Delhi si candida a diventare la terza maggiore economia del mondo entro la fine del decennio. «Il mercato indiano ha continuato a registrare solide performance nel 2024, superando i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Nonostante alcune oscillazioni, l’indice Msci India ha guadagnato l’11,2% in dollari negli scorsi dodici mesi», fa notare l’esperto indiano che segnala quattro titoli: Zomato, società di tecnologia di consumo leader di mercato nelle consegne di cibo a domicilio e nel quick commerce, KEC International, tra le principali società di ingegneria e costruzioni, Oberoi Realty, sviluppatore leader nell’area della Grande Mumbai, e HDFC Bank, la principale banca privata del Paese.
Ancora più entusiasta è Praveen Jagwani, ceo di UTI International, uno dei più grandi gestori patrimoniali del Paese con asset in gestione vicini ai 240 miliardi di dollari. «L’India» ha spiegato a Fr|Vision «è attualmente il Paese che vanta il più alto tasso di crescita del PIL al mondo e le più autorevoli istituzioni internazionali, dal Fondo Monetario alla Banca Mondiale fino a società di consulenza del calibro di McKinsey, prevedono manterrà tale primato anche nel medio-lungo termine. Ci sono però anche altri fattori che concorrono a farne una meta privilegiata per gli investimenti finanziari. Da più di 20 anni l’India garantisce infatti rendimenti azionari tra i più appetibili nel panorama globale, pari a oltre quattro volte quelli dell’Europa e quasi doppi rispetto a Wall Street».