Gli economisti lo hanno definito grezzo e sciatto: è il metodo scelto dal presidente americano Donald Trump per calcolare i dazi da imporre agli altri Paesi. La formula usata, diffusa dallo stesso Dipartimento del Commercio statunitense, è estremamente semplice e usa come base il deficit commerciale degli Stati Uniti verso i diversi Paesi. Questo valore, che indica quanto gli Stati Uniti importano più di quello che esportano verso altri, è stato poi diviso per il totale delle importazioni da quel Paese. Il risultato percentuale è stato diviso per due (una «gentilezza» degli Stati Uniti l’ha definita Trump, una specie di sconto). Ad esempio, nel caso della Cina, il deficit commerciale degli Stati Uniti era di 291,9 miliardi di dollari e le importazioni cinesi erano pari a 433,8 miliardi di dollari. Il calcolo dava un rapporto del 67%, che, dimezzato, portava a una tariffa del 34%. La formula tiene in considerazione solo il commercio di prodotti fisici, in cui gli Stati Uniti hanno un deficit, mentre esclude quello di servizi, su cui invece gli Stati Uniti sono molto più forti degli altri Paesi e hanno un surplus.
Il commercio internazionale è un fenomeno estremamente complesso e viene liquidato con una frazione quando in realtà dipende da moltissime variabili.
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Trump dà i numeri, ma li ha inventati (o quasi)
Di Redazione |
Pubblicato il 14 Aprile 2025
