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Investimenti in giostra. Il Salone del Risparmio che si apre oggi riunisce a Milano consulenti e gestori
Di Sergio Luciano |
Pubblicato il 14 Aprile 2025
Dopo il ciclone che ha colpito le Borse mondiali, l’evento sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione dei mercati, mettere in comune conoscenze e studiare strategie per superare la crisi

«Gli sciocchi vengono sempre separati, presto o tardi, dal loro denaro. Così, purtroppo, lo sono anche coloro che, rispondendo a un generale clima di ottimismo, sono catturati da un senso della propria abilità finanziaria»: nel suo memorabile saggio “A Short History of Financial Euphoria”, il grande economista John Kenneth Galbraight – ideologo keynesiano, coautore della sfida del New Deal di Roosevelt e consigliere economico di Jfk, ha lucidamente e profeticamente delineato il senso di una figura professionale all’epoca inesistente, quella del consulente finanziario. Che è cosa diversa dal gestore di patrimoni. Quest’ultimo è pagato per far rendere al meglio – o perdere il minimo valore – il patrimonio dei suoi clienti. Il consulente è pagato per scegliere, per conto dei propri clienti, a quale gestore affidarne i soldi. La stessa differenza che passa tra fare il cuoco o il critico gastronomico.
La “Trumpnomics” che sta imperversando sui mercati da un mese a questa parte, bombardandoci di notizie frastornanti e contraddittorie, ha mandato ai matti il sistema e messo a dura prova i “critici gastronomici” del mercato. Le esegesi e le analisi sono state tutte smentite nel giro di ore, giorno per giorno. Sollievi e sconcerti si sono alternati a ritmo di metronomo. Al momento in cui queste righe vengono scritte, tutto sta risalendo. Al prossimo starnuto del Presidente-wrestler, tutto potrebbe riprecipitare. Non ci resta che appellarci alla memoria. E la memoria ci insegna che durante i cinque anni – 1939-1945 – in cui la Seconda Guerra Mondiale (scatenata dalla Germania, che si sta riarmando…) ha causato 85 milioni di morti… l’indice delle Borse globali (che allora non esisteva ma è stato ricostruito al computer sulla base delle singole serie storiche)… è salito. Non pensiamo – per favore – che la sparata di Trump sui dazi, chiaramente e palesemente negoziale, faccia più paura delle “tempeste di fuoco” aeronautiche o di Little Boy a Hiroshima.
Trump vuole tagliare i costi dell’erario pubblico americano – quindi meno spese militari e meno spese burocratiche – e aumentare gli introiti del suo erario, ma non tassando i cittadini e quindi tassando le merci straniere e vuole far scendere i tassi, così da pagare meno interessi sul debito pubblico comprato dagli stranieri, anche perché – c’è da scommetterlo – il mondo continuerà a comprare Treasury Bonds anche se renderanno meno. È un cafone, esaltato ed egocentrico, aggressivo e cialtrone. Ma non è scemo.
Dunque, come ha ben detto Massimo Doris, mutuando il senso della visione ottimistica di suo padre: “Ogni crisi porta a risvolti positivi perché spinge le persone a trovare soluzioni” e “le crisi, prima o poi, finiscono”.
Prima o poi, ok: ma quando? Come spiega bene nel suo intervento su questo numero di Economia & Risparmio il presidente dei consulenti finanziari italiani Luigi Conte – un superconsulente lui stesso, con moltissimi clienti – fare previsioni oggi è difficilissimo, queste fasi vanno vissute con equilibrio e lucidità, visione e strategia. Scegliendo il meglio dell’offerta gestionale del mercato, e quindi non affidandosi a un unico gestore – se non si è proprio ultraconvinti della scelta – quanto piuttosto a un consulente che ottimizzi il mix giusto di gestori e gestioni per i suoi clienti. E le opportunità sul mercato in questa fase sono tante, come argomenta un analista fine come Matteo Ramenghi in questa pagina.
Del resto, il mitico Warren Buffet – un “ancien prodige” delle gestioni, dall’alto dei suoi 94 anni e mezzo – aveva iniziato a vendere i suoi titoli azionari a fine 2023, ricavandone fino a 277 miliardi di dollari che in parte ha mantenuto liquidi e in parte ha investito in bond. Trump e i suoi dazi non c’entravano nulla, Buffett ha venduto azioni in anticipo perché capisce di Borsa, di bolle borsistiche, di macroeconomia e di stupidità umana. Non è dunque cosa stupida partecipare al Salone del Risparmio, a Fieramilano City dal 15 al 17 aprile. Si commenteranno gli eventi, si cercherà – invano – di prevederli… si analizzeranno vincitori (?) e vinti della crisi, passi falsi da evitare, scelte furbe o sagge da compiere. Soprattutto: si starà tra professionisti. Perché investire non è una pazziella, è un mestiere.