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A caccia di rendimenti per battere i Btp sul mercato globale delle obbligazioni
Di Valentina Menassi |
Pubblicato il 14 Aprile 2025
Titoli di Stato inglesi e americani, bond egiziani e brasiliani a breve termine, e convertibili in azioni: sei alternative per guadagnare di più rispetto ai tassi offerti dal debito italiano

C’è vita oltre i Btp, o meglio c’è di meglio sui mercati. Ne è convinto Daniele Bivona, portfolio manager AcomeA performance e AcomeA total return breve termine, di AcomeA Sgr, che in una sua analisi esprime dubbi sui titoli di Stato italiani e mette in fila una serie di opportunità di investimento: «Non individuiamo» spiega Bivona «un valore particolarmente interessante lungo l’intera curva, confermato anche dallo spread Btp/Bund che gira intorno ai minimi storici. Il trentennale italiano offre un rendimento intorno al 4,5%, mentre la parte breve rimane compressa in area 2% sull’anno, con un possibile allargamento verso il 2,20-2,30%. Tuttavia, riteniamo che il profilo rischio/rendimento in quella zona non sia attraente in questa fase di ciclo. Il tratto breve è ancora fortemente ancorato alla politica monetaria della Bce e rimane compresso in area 2-2,50% sull’anno, mentre la parte lunga della curva ha risentito del recente rialzo dei rendimenti core europei, innescato in parte dall’annuncio del nuovo piano fiscale tedesco e dalle prospettive di rilancio fiscale a livello europeo, e offre oggi un rendimento in area al 4,5%. Questo ha causato una correzione che, pur significativa, non ha ancora generato livelli di rendimento tali da offrire un punto di ingresso particolarmente interessante».
Le alternative guardate con interesse da AcomeA Sgr sono numerose e spaziano in tutti i comparti del mercato obbligazionario, a cominciare da quello dei titoli di Stato esteri. «In un’ottica di un portafoglio obbligazionario diversificato e comunque con un orizzonte di medio-lungo termine e un approccio globale» afferma Bivona «le nostre preferenze vanno sulla parte lunga della curva nel Regno Unito, che mantiene una struttura fiscale solida. In particolare, ci piace il titolo Uk 2045, che offre un rendimento del 5,25% e ci sembra offrire un profilo di rischio/rendimento interessante. Sempre restando sulla parte lunga della curva, soprattutto in area duration, ci piacciono i titoli inflation linked americani, in area 2051, che rendono in termini reali circa 2,4%».
AcomeA crede anche nei rendimenti che offrono a breve termine i Paesi emergenti: «Un bond interessante in ambito sovereign emerging markets» continua Bivona «è l’Egitto 2026 in euro che rende circa il 6% con una volatilità storica contenuta. O titoli brasiliani in valuta locale come quello con basso taglio minimo dell’International Bank for Reconstruction and Development scadenza 2031, che rende circa il 13% con rating AAA».
Bivona resta scettico sui bond corporate e preferisce quelle convertibili. «Per quanto riguarda le obbligazioni societarie, al momento continuiamo a essere abbastanza pessimisti e tendiamo a evitare la parte corporate, perché il livello di valutazioni è estremamente stretto a fronte di rischi che aumentano sia dal lato macro, sia dal lato geo­politico. Nel mondo corporate in generale vediamo più valore nelle obbligazioni convertibili, il cui andamento è legato alla performance dell’equity sottostante. Ad esempio, in questo spazio, ci piacciono in particolare due titoli che potrebbero beneficiare della ripresa dei consumi in Europa e Asia. Il primo è il Femsa 2026 in euro, che rende circa il 2,7%, ed è un titolo convertibile in Heineken. Nella stessa famiglia, c’è anche Campari 2029, con una scadenza quindi un po’ più lunga, che però rende circa il 3,8%, pari a circa 150 punti base in più rispetto al Btp di pari scadenza con un potenziale upside di circa il 30%».