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La decrescita infelice degli stipendi italiani
Di Redazione |
Pubblicato il 25 Marzo 2025
L’Ocse certifica che dal 1995 le retribuzioni nel Bel Paese sono cresciute, in termini reali, solo del 2%, mentre in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est sono triplicate

Se vi lamentate del vostro stipendio perché è troppo basso, probabilmente avete ragione e come voi avrebbero ragione un po’ tutti gli italiani. Lo dimostrano i dati più recenti, quelli del 2023, messi insieme da Visual Capitalist per elaborare una mappa delle retribuzioni medie annue nei 34 Paesi membri dell’Ocse, l’organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico che raccoglie i 34 Paesi dell’Occidente. I dati sui salari sono presentati in dollari statunitensi dopo gli aggiustamenti della parità di potere d’acquisto che aiutano a tenere conto delle differenze del costo della vita tra i Paesi e la media è calcolata dividendo la massa salariale annua di ciascun Paese per il numero medio di dipendenti. I risultati sono, comunque, piuttosto evidenti: l’Italia non solo è sotto la media dei 34 Paesi considerati, ma, insieme a Olanda (4%) e Giappone (-4%) ha registrato la crescita salariale reale più bassa (+2%) tra il 1995 e il 2023.
L’Italia ha fatto segnare uno stipendio medio di 48.874 dollari (circa 44.800 euro/anno) alla pari con la Corea del Sud, il Giappone e la Lituania. Più indietro ci sono alcuni Paesi dell’Est Europa (Cechia, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia tra i 32 e i 41mila dollari) il Portogallo, la Grecia e il Messico, che è il fanalino di coda della classifica con retribuzioni medie di 20mila dollari l’anno.
Davanti ci sono tutti gli altri. Chi di non moltissimo, come l’Irlanda, il Regno Unito, la Spagna, la Francia, la Svezia, la Nuova Zelanda e Israele, che navigano nella fascia tra 50mila e 60mila dollari di stipendio medio. E chi in Europa, invece, ci surclassa come Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Germania, Norvegia e Austria, dove si registrano stipendi medi attorno ai 70mila dollari.
In cima alla classifica si trovano il Lussemburgo, dove si viene pagati in media 90mila dollari, l’Islanda con 87mila dollari e la Svizzera con 83mila dollari. Queste ultime nazioni battono anche gli Stati Uniti che si fermano a 80mila dollari di paga annua media.
Nei prossimi anni questa classifica potrebbe anche cambiare in peggio. Le nazioni più ricche resteranno costantemente in cima alla classifica dei salari, ma i Paesi dell’Europa orientale hanno registrato la crescita salariale reale più rapida negli ultimi tre decenni. In particolare, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno aumentato i salari in modo significativo dal 1995, ciascuna di oltre il 200%. Già ora nei Paesi dell’Europa Orientale guadagnano cifre non lontane da quelle italiane e superiori a quelle di Portogallo e Grecia, ma nei prossimi anni, se mantengono questo ritmo di crescita, potrebbero agevolmente superarci.