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Il mercato del lavoro degli Stati Uniti d’America ha ancora una certa solidità
Di Agrippino Castania |
Pubblicato il 25 Marzo 2025

Il mondo osserva con preoccupazione i conflitti militari internazionali e le profonde trasformazioni geopolitiche. Senza mettere da parte i cambiamenti dello scacchiere commerciale globale. In queste settimane però ho appreso un fatto significativo, vi chiederete quale? Che nonostante le problematiche (già citate) presenti nello scenario mondiale, l’economia USA mantiene un trend positivo. Ad esempio, il mercato del lavoro a stelle e strisce è stabile e forte. Il tasso di disoccupazione resta letteralmente basso mantenendosi in un intervallo ristretto tra il 3,9% e il 4,2% nell’ultimo anno. Il divario tra posti di lavoro e lavoratori si è ridotto e il tasso di dimissioni si è abbassato sotto ai livelli pre-pandemia. Gli stipendi stanno crescendo più dell’inflazione attraverso una marcia più sostenibile rispetto all’inizio della ripresa del Covid. A proposito di mercato del lavoro, anche in Italia si è verificato un buon trend perché il 2025 è iniziato con l’aumento dell’occupazione che sale al 62,8% (+0,4 punti) e il calo della disoccupazione al 6,3% (-0,1 punti). Resta però il problema dei salari, ancora troppo bassi purtroppo. L’Istat di recente ha reso noto che in 4 anni la quota di lavoratori dipendenti a bassa retribuzione è salita in Italia dal 9,8% al 10,7%. Andamento negativo che impedisce a mio avviso una più sostanziale crescita economica italiana. Dagli ultimi dati economici si scopre che l’economia targata USA, ha ottenuto una crescita a ritmo sostenuto. Il Prodotto Interno Lordo del Paese è cresciuto a un tasso annuo del 2,3%, nel quarto trimestre del 2024, allargando un periodo di crescita che è stato appoggiato da una positiva spesa dei consumatori. C’è anche un altro fattore da tenere d’occhio con particolare interesse: gli indicatori recenti evidenziano una possibile moderazione della spesa dei consumatori rispetto al rapido tasso di crescita nella seconda metà del precedente anno. Inoltre, recenti sondaggi su famiglie e aziende indicano una maggiore incertezza sulle prospettive economiche.

 

Agrippino Castania, vice presidente Confassociazioni Banca e Finanza con delega alla Comunicazione

 

Infine, gli analisti internazionali osservano con capillare attenzione la politica monetaria statunitense. Rimanendo in tale ambito il 16° presidente della Federal Reserve System, Jerome Powell, ha dichiarato che la nuova Amministrazione è impegnata a realizzare concretamente cambiamenti politici significativi in quattro aree distinte e strategiche: commercio, immigrazione, politica fiscale e regolamentazione. «È l’effetto netto» – sottolinea il numero uno della Fed Powell, immerso sempre nella sua totale chiarezza – «di questi cambiamenti politici che avrà importanza per l’economia e per il percorso della politica monetaria. Sebbene ci siano stati recenti sviluppi in alcune di queste aree, in particolare la politica commerciale, l’incertezza sui cambiamenti e sui loro probabili effetti rimane elevata. Mentre analizziamo le informazioni in arrivo, ci concentriamo sulla separazione del segnale dal rumore man mano che le prospettive si evolvono. Non dobbiamo avere fretta e siamo ben posizionati per attendere una maggiore chiarezza». Il presidente Donald Trump intanto ha sottolineato che la sua Amministrazione attuerà misure economiche senza precedenti. Sarà realmente così? Il tempo ci darà risposta.