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Terza età: gli investimenti non vanno mai in pensione
Di Rosaria Barrile |
Pubblicato il 18 Marzo 2025
Con l’avanzare degli anni, subentrano nuove esigenze e differenti orizzonti temporali di investimento, come spiega Marina Maghelli di Efpa Italia

Investire correttamente significa adeguare il portafoglio sia ai propri obiettivi, sia alle condizioni di vita personali e patrimoniali. Nel corso dell’esistenza cambiano infatti il reddito, le spese correnti e le esigenze. Questo vale anche nel periodo successivo al pensionamento, ovvero nella cosiddetta “terza età”.
Generalmente si crede che le spese, dopo il pensionamento, diminuiranno. Al contrario, nella maggior parte dei casi, non solo non si riducono, ma possono persino aumentare: crescono le spese legate agli hobby, data una maggiore disponibilità di tempo libero, oppure quelle legate alla salute o alla gestione delle incombenze domestiche. Di conseguenza, anche la strategia d’investimento deve essere adattata alla nuova situazione, come spiega Marina Maghelli, membro del cda di Efpa Italia, una delle affiliate di Efpa Europe. «La maggior parte delle persone investe pensando al futuro e quindi alla pensione, ai figli, ai nipoti. Ma quando poi si arriva all’età pensionabile le cose cambiano, non solo perché è l’età della fase di decumulo, ma anche perché si pensa che non ci sia più a disposizione il tempo corretto per investire nel lungo termine e che il mercato azionario sia troppo volatile e rischioso. Ma è davvero così? In realtà no, se consideriamo che la vita media si è molto allungata: secondo i dati Istat del 2023 in Italia la speranza di vita alla nascita è di 81,1 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. Una persona che oggi va in pensione a 67 anni potrebbe avere quindi davanti a sé ancora due decenni di vita, rendendo necessario un approccio finanziario che protegga il capitale dall’erosione dell’inflazione e vada a integrare la pensione. È importante inoltre chiedersi se il patrimonio accumulato sarà interamente speso dal suo possessore o se verrà trasmesso alle generazioni future. In quest’ultimo caso, la strategia di investimento dovrebbe tenere conto non solo delle esigenze attuali, ma anche di quelle degli eredi, che potrebbero avere un orizzonte temporale più lungo e una maggiore propensione al rischio».

 

Marina Maghelli, componente del cda di Efpa Italia

 

Solo una volta fornita una risposta a queste domande, si potranno nel concreto selezionare gli investimenti più adatti a raggiungere i propri obiettivi. «Non esiste una soluzione o un profilo unico di investimento per gli anziani, bisogna verificare caso per caso. Con l’avanzare dell’età, subentrano nuove esigenze e differenti orizzonti temporali di investimento. Possono quindi essere suggeriti investimenti a breve termine, nel caso in cui sia necessario attingere alla liquidità accumulata per sostenere le spese correnti, e, per chi dispone invece di buone entrate e di un patrimonio che passerà di generazione, investimenti con profilo di rischio e orizzonte temporale di medio-lungo termine. Anche in questa fase della vita il tempo rimane una risorsa fondamentale per far lavorare al meglio i propri soldi».